Il Chianti è una dolce catena ondulata di colline a cavallo fra le province di Firenze, Siena e Arezzo. La vetta più alta è quella di Monte San Michele nel comune di Greve in Chianti. Il rimanente territorio risulta invece prevalentemente collinare e i comuni presenti in questa area costituiscono parte della zona di produzione del Chianti, vino rosso DOCG.
Se dal punto di vista geografico i confini sono confusi e contesi, dal punto di vista storico, invece, si considera Chianti il territorio dei comuni di Gaiole, Radda e Castellina, ovvero la vecchia Lega del Chianti, poi Provincia del Chianti, compresa nella Provincia di Siena. Con la costituzione della zona vinicola Chianti nel 1932, che comprendeva la sottozona Classico e le zone dell’attuale Provincia di Firenze, si sono ampliati i confini geografici. Molte località e perfino un Comune (Greve nel 1972), con gli anni, hanno anche cambiato toponomastico aggiungendo “in Chianti”. Già il Granduca Cosimo III de’ Medici nel 1716, ad esempio, faceva arrivare la zona del Chianti fino a lambire il territorio di Greve e Panzano, pur senza entrarvi.
La strada SS222, detta “Chiantigiana”, permette di percorrere tutto il Chianti. Si incontra Greve, città natale del navigatore Giovanni da Verrazzano, famoso anche a New York per il ponte omonimo. Il Castello di Verrazzano offre tutti i giorni la visita alle cantine storiche con degustazione del vino e di prodotti tipici. Merita una visita anche il Museo del Vino di recente inaugurazione: al suo interno si possono degustare oltre 100 tipi di vino. Proseguendo, merita una sosta il paese di Panzano, uno dei più popolosi di tutto il Chianti. L’attrattiva principale è… una macelleria. Si tratta della Antica Macelleria Cecchini, dove si taglia la bistecca alla fiorentina decantando la Divina Commedia. Castellina è invece riconoscibile per la sua imponente Rocca e le grandi mura che si possono percorrere a piedi. Oltre che per il vino, il paese è famoso anche per i salumi che produce. In direzione Firenze si trova infine San Casciano Val di Pesa. Qui visse Niccolò Machiavelli, fondatore della scienza politica moderna grazie al suo “Il principe”.

Le strade del vino e dell’olio
Chianti Classico

Il territorio del Chianti Classico si estende tra Firenze e Siena, le due città che se lo sono a lungo conteso nel corso dei secoli. Comprende per intero i Comuni di Greve, Radda, Castellina e Gaiole in Chianti e parte dei Comuni di Castelnuovo Berardenga, Barberino Val d’Elsa, San Casciano Val di Pesa, Poggibonsi e Tavarnelle. È un territorio collinare, ricco di boschi e punteggiato da piccoli borghi, da castelli, da antiche pievi e da case coloniche e, con i suoi vigneti, con gli oliveti e con le strade bianche, conserva intatti i tratti del paesaggio rurale.
Il Chianti Classico è una zona ricca di storia, di arte e di cultura; gran parte del patrimonio artistico è oggi visibile nei numerosi Musei di Arte Sacra, come a Greve, S. Casciano e Radda. Anche l’arte contemporanea è presente con le collezioni del Parco Sculture del Chianti e del Castello di Ama. Da segnalare il Museo del Paesaggio a Castelnuovo e il Museo del Vino a Greve.
Il Chianti Classico è una zona di robuste tradizioni gastronomiche, che hanno inglobato la civiltà della cucina contadina, la nobiltà della carne di chianina e la grande varietà dei salumi di maiale, di cinta senese e di cinghiale.

fotochecchini
La Strada del Vino e dell’Olio Chianti Classico ha il suo asse portante nella Chiantigiana, che, attraversa tutto il territorio e passa prima per Greve in Chianti, con la sua caratteristica “piazza mercatale”, poi per Panzano, con la Pieve di S. Leolino, quindi per Castellina, per Fonterutoli e infine per Siena. Gran parte del percorso della Strada è costituito dal reticolo delle strade che collegano i centri più grandi ai borghi e ai castelli, come quella che porta a Radda in Chianti, già capoluogo della Lega del Chianti, e poi al Castello di Brolio, dove Bettino Ricasoli dettò la “ricetta” del Chianti.
Percorrendo la Strada si possono effettuare visite guidate alle cantine e compiere esperienze di degustazione di vini, olio e salumi; nei ristoranti e nelle osterie si possono assaggiare le specialità della cucina chiantigiana, che non può non essere accompagnata dal prodotto principe del territorio: il vino Chianti Classico DOCG. Secondo il disciplinare, si ottiene con uve Sangiovese in purezza o con l’aggiunta di altri vitigni a bacca rossa (Canaiolo, Colorino).
Con lo stesso fregio esiste anche l’olio extra vergine di oliva DOP Chianti Classico, ottenuto con la spremitura a freddo di olive prodotte da piante di varietà Frantoio, Correggiolo, Moraiolo e Leccino. Infine, ecco pure il vinsanto del Chianti Classico DOC, prodotto con uve bianche appassite di Malvasia e Trebbiano.